Il gas ha un impatto ambientale contenuto: fra tutti i combustibili di natura fossile è quello che presenta il minor impatto ambientale. È poi economico, avendo un costo inferiore rispetto all’energia elettrica; infine è flessibile e indispensabile per l’equilibrio energetico futuro.

Ha un impatto ambientale contenuto

La combustione del metano genera certo gas serra, ma a confronto con altri combustibili fossili ha un basso contenuto di carbonio, di ossidi di azoto e polveri sottili (2,3 ton CO2/tep contro 3,2 ton CO2/tep per il petrolio e 3,9 ton CO2/tep per il carbone secondo i coefficienti utilizzati per il calcolo delle emissioni di CO2 nell'inventario nazionale UNFCCC, media dei valori degli anni 2013-2015, ufficialmente adottati nel 2017 dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare). Quindi risulta essere il meno inquinante.

Sul fronte del particolato, le emissioni prodotte dalla combustione del gas naturale sono del tutto trascurabili (ad esempio, per una caldaia ad uso domestico risultano inferiori a 0,04 g per GigaJoule di gas utilizzato), soprattutto se confrontate con i fattori di emissioni molto più rilevanti di altri combustibili di uso comune, quali il gasolio (circa 0,1 g per GigaJoule), la legna (oltre 250 g per GigaJoule) e il pellet (da 20 a 80 g per GigaJoule in funzione della qualità del pellet).

 

 [fonte: Studio InnovHub – Stazione Sperimentale per i Combustibili, “Studio comparativo sulle emissioni di apparecchi a gas, GPL, gasolio e pellet”, 2016].

 

Infine, il gas naturale risulta a minore impatto anche per quanto riguarda le emissioni di ossidi di azoto. Nel caso, ad esempio, di una caldaia ad uso domestico la combustione di gas naturale produce circa 32 g di NOx per GigaJoule, lievemente inferiore al fattore di emissione del gasolio (che si attesta a circa 34 g per GigaJoule) e nettamente inferiore a quelli relativi alla legna (oltre 120 g per GigaJoule) e al pellet (da 118 a oltre 230 g per GigaJoule in funzione della qualità del pellet).

È economico

L'utilizzo diretto di gas è meno costoso rispetto all'uso di energia elettrica, sia per la sua reperibilità che per la facilità di trasporto

Prendiamo 1 metro cubo di gas, bruciandolo in un moderno boiler domestico a condensazione, riusciamo a produrre oltre 250 litri di acqua calda al costo di circa 60 centesimi di euro.

Se prendiamo lo stesso metro cubo, lo utilizziamo per produrre energia elettrica in una centrale di produzione del tipo più moderno e poi, una volta trasformato in energia elettrica, lo impieghiamo per produrre acqua calda in un boiler domestico elettrico, la quantità di acqua calda che riusciamo a generare sarà poco più di 100 litri, al costo di circa 80 centesimi di euro.

Flessibile e indispensabile per l’equilibrio energetico futuro

La domanda di energia varia continuamente nel tempo, con l’accensione o lo spegnimento di un fornello, la ricarica di un telefonino, l’accensione di un televisore.

In particolare, l’offerta di energia elettrica deve seguire la domanda e offrire in ogni istante esattamente la quantità di energia domandata da tutti gli utenti. Se viene richiesta più energia di quanta è disponibile, tutti noi ne risentiamo, si pensi ai blackout di corrente elettrica o a un fornello a gas con scarsa pressione.

Dato che la produzione di energia non può essere tarata sui picchi di domanda, occorre introdurre nel sistema la flessibilità necessaria per rispondere alle diverse esigenze.

Questa flessibilità è tipica del gas che può essere estratto e conservato, così da essere utilizzato in risposta ai picchi di domanda e contribuire all’equilibrio energetico che le fonti rinnovabili non possono garantire.

ultimo aggiornamento Fri Oct 12 11:35:09 UTC 2018